5 ottobre 2004
in materia di antimateria

“Mantenere la rotta, velocità di curvatura 7”
Star Trek credo rappresenti per tutti la prima occasione in cui abbiamo sentito parlare di antimateria, per il fatto che la nave stellare Enterprise è alimentata proprio da un “motore materia-antimateria” che le consente di coprire molti anni-luce di distanza in pochi minuti. Al di fuori dell’ambito sci-fi non mi era però mai capitato di leggere qualcosa a proposito. Fino ad oggi, almeno. Sì, perché pare che l’esercito americano stia conducendo ricerche su armi ad antimateria.
Vi riassumo brevemente il contenuto dell’articolo, se siete pigri e/o non pratici con l’inglese. Senza scendere troppo nel dettaglio, le particelle di antimateria sono una sorta di controparti delle particelle elementari di materia, ad esempio il positrone è una particella di antimateria con carica positiva che rappresenta quello che è l’elettrone per la materia. Ma la parte più succosa della teoria è questa: se una particella di materia si scontra con la controparte di antimateria, esse si distruggono e generano un’energia immensa, enormemente superiore a qualsiasi altra fonte di energia conosciuta: per fare un esempio, un milionesimo di grammo di positroni contiene la stessa energia di 37.8 Kg di dinamite.
Riuscite ad immaginare che tipo di armi devastanti si potrebbero realizzare se si riuscisse ad usare l’antimateria? Beh, pare che l’esercito americano si stia applicando proprio in questo senso. La U.S. Air Force al momento si è chiusa nel più stretto riserbo, vietando ai suoi impiegati di parlare pubblicamente del programma di ricerca sull’antimateria, ma nei mesi scorsi sono trapelate alcune notizie. Nel marzo 2004, un ufficiale dell’esercito, durante una conferenza della NASA ha parlato con molta enfasi degli sforzi che il suo gruppo di lavoro sta compiendo per provare a fare dei passi verso la realizzazione di una superbomba pulita, poiché non lascerebbe alcun residuo radioattivo. Per non tediarvi troppo, vi dirò molto sinteticamente che i due ostacoli fondamentali che si devono superare per arrivare a tale destinazione sono la difficoltà di produzione di antimateria e il fatto che non si riesce a conservare a lungo.
Concludendo, riporto le parole di un ricercatore dell’università di Washington, Kelvin Lynn, che opera attivamente nella ricerca sull’antimateria e ne è entusiasta soprattutto perché potrebbe portare ad un enorme sviluppo dei veicoli spaziali. Le sue parole, con cui termina l’articolo, sono:
“Penso che avremo bisogno di andare via da questo pianeta, perché temo che lo stiamo distruggendo”
L'URL per il Trackback del post è http://www.skacur.altervista.org/blog/bblog/trackback.php/32/
Scritto 4 anni, 9 mesi fa da Anonimo • • • Rispondi
URL Trackback del commento: http://www.skacur.altervista.org/blog/bblog/trackback.php/32/301/
Grazi e saluti.
Scritto 4 anni, 9 mesi fa da ALBERTO • @ • • Rispondi
URL Trackback del commento: http://www.skacur.altervista.org/blog/bblog/trackback.php/32/302/
I commenti sono stati disabilitati per questo post















