1 settembre 2004

packt like sardines in a crushd tin box

ovvero pro e contro di un reggiodicalabriacentrale-milanocentrale in intercity

contro:
– i bambini che piangono
– le anziane che provano a darsi un tono giovanile e iniziano a sfoggiare la propria logorroicità
– si fuma solo alle fermate del treno, che consentono di effettuare al più cinque tiri
– cinque ore imprigionato nello stesso posto
– i bambini che continuano a piangere e a strillare
– le anziane che nel frattempo ti hanno parlato delle loro trentasette malattie, utilizzando termini in disuso da svariati lustri e sbagliando contemporaneamente qualche congiuntivo o qualche parola semplice
– si fuma solo alle fermate del treno, mentre la situazione richiederebbe quantomeno un’endovena di nicotina
– dieci ore imprigionato nello stesso posto
– i bambini che non smettono di torturare le loro corde vocali, ma soprattutto i miei timpani
– le anziane che nel frattempo sono scese a firenze, augurandoti non un semplice buonafortuna, ma “di raggiungere somme vette e realizzare profonde aspirazioni, ma senza bruciare le tappe”
– non si fuma. è inutile anche tentare di sfruttare l’orario che ho diligentemente copiato per scovare le fermate più proficue: quando il treno dovrebbe fermarsi sei minuti, riparte dopo tre (e butti la sigaretta a metà), mentre nelle fermate da due minuti resta inchiodato sui binari per quindici
– dodici ore di carcere nel momento in cui sto scrivendo, che diventeranno più di quattordici all’arrivo a milano (ci sono i canonici trenta minuti di ritardo)

pro:
– non pago (potere di rfi/trenitalia)
– hanno messo le prese di corrente, quindi posso attaccare il notebook, scrivere queste due righe e mettere su i sigur rós in cuffia, nella speranza di isolarmi un po’ da tutto questo

ponderate gente, ponderate…

p.s. comunicazione di servizio: forza mora, rimettiti presto! ;)
ah sì, vorrei solo aggiungere che staràlfur è semplicemente sublime…


Scritto 5 anni, 8 mesi fa il 1 settembre 2004
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